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17 settembre L'autunno dell'innocenzaLe cose più importanti sono le più difficili da dire. Sono quelle di cui ci si vergogna,perchè le parole le immiseriscono -le parole rimpiccioliscono cose che finchè erano nella vostra testa sembravano sconfinate,e le riducono a non più che a grandezza naturale quando vengono portate fuori.Ma è più che questo,vero? Le cose più importanti giacciono troppo vicine al punto dov'è sepolto il vostro cuore segreto,come segnali lasciati per ritrovare un tesoro che i vostri nemici sarebbero felicissimi di portar via.E potreste fare rivelazioni che vi costano per poi scoprire che la gente vi guarda strano,senza capire affatto quello che avete detto,senza capire perchè vi sembrava tanto importante da piangere quasi mentre lo dicevate.Questa è la cosa peggiore,secondo me.Quando il segreto rimane chiuso dentro non per mancanza di uno che lo racconti,ma per mancanza di un orecchio che sappia ascoltare.
E studio,ormai da mesi. Senza uno scopo,senza un perchè.Tangibile,intendo.Diventare medico è qualcosa di talmente lontano nel tempo che equivale a dire di voler vincere una lotteria acquistando un solo biglietto. E' possibile vincere,certamente,ma la possibilità è cosi' remota.. Qui non si tratta di possibilità,non si tratta di fortuna: si tratta di qualcos'altro. Non è determinazione,ma è la prima parola che viene in mente. E,forse,senza esagerare,tutti noi siamo circondati di cose che assolutamente tra dieci anni non ricorderemo oppure che non ci serviranno.Rifletteteci. Questo blog,queste righe che magari vi interessano o che leggete per pura voglia di smontarle,tra dieci anni non ci saranno. Tra dieci anni il mondo sarà diverso,ma non il terreno che abbiamo sotto i piedi,ma come noi lo vedremo. Ma non è un errore,si cambia,si muta. Ma allora tutte le esperienze che abbiamo fatto,tutte le cose per cui lottiamo,tutte le cose che studiamo..ci serviranno? Si,ma solamente se lo vogliamo noi,tutto il resto è da chiudere in una busta nera insieme ai sogni e alle altre speranze e bisogna finalmente bruciarla,per creare nuove possibilità davanti a sè,senza più avere la preoccupazione del futuro. Catarsi non è la parola esatta,ma è la prima che viene in mente. Se vogliamo vivere in maniera tranquilla dobbiamo evitare che due massi ci schiaccino. Uno è il futuro e l'altro è il passato.Sono due enormi macigni che ci avvertono che non possiamo più sbagliare,che i nostri errori li abbiamo fatti,che le nostre speranze possono risolversi per il meglio. Cazzate.Avere speranza è il primo modo di fallire.Non si ha speranza,si è sicuri che una cosa accadrà o non accadrà.La speranza è solamente la voglia che qualcosa di indeterminato si risolva per il nostro meglio,è una forma di vigliaccheria. Una voglia squallida di fuggire dalle responsabilità. E lo stesso dicasi del vivere del passato.I momenti belli e i momenti brutti sono talmente chiusi nella piccola parentesi temporale del presente che molto probabilmente non c'è bisogno di rimuginare sulle cose sbagliate o sulle cose non avvenute,tanto non cambieranno.
Molto meglio vivere nel presente ed analizzare la propria situazione,la propria vita,le proprie possibilità.Senza speranze nè rimorsi,senza legami nè pensieri,senza stanchezza nè noia. Siamo sulla terra senza molto scopo,createvene uno vostro e lottate,lottate,lottate fino a sfinirvi.Lottate per chi vi vuole bene,lottate in quello che credete,anche se presupponete che tra 20 minuti cambierete idea.Lottate contro tutti,lottate disperatamente,e non per vincere,ma per far sapere al mondo la vostra opinione e per separarvi dalla torbida massa che non sa per cosa vive.Voi sapete per cosa vivete,in fondo.O perlomeno per i prossimi venti minuti lo saprete. E lottate per il presente,perchè il futuro è troppo vicino per poter sperare di cambiarlo.
Cinismo non è assolutamente la parola esatta,ma è la prima che viene in mente.
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